CLEMENTI :IL “TRONO E L’ALTARE “ UN LIBRO SUL POTERE VATICANO SULLA INELUDIBILE NECESSITÀ’ DI CAMBIAMENTO EMERSO PRIMA DEL CONCLAVE DEL 2013.
- Admin
- 19 mar
- Tempo di lettura: 8 min
Nel dodicesimo anniversario della Messa di apertura del Pontificato di Papa Francesco, sottolineata dal messaggio augurale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pubblico la trascrizione dell’intervento del professor Francesco Clementi (Ordinario di Diritto pubblico comparato a Roma La Sapienza) alla presentazione del libro “IL TRONO E L’ALTARE” al Centro Studi americani nel corso dell’incontro “Nuova presidenza Trump e prospettive del rapporto con la Santa Sede”, 15 gennaio 2025

CLEMENTI : “Sono un giurista e guardo con gli occhi di un giurista un libro “IL TRONO E L’ALTARE” che è naturalmente giuridico perché illustra le trasformazioni istituzionali avvenute in Vaticano dal 2013 con l’elezione di Papa Francesco il 13 marzo del 2013 e anche da prima del 2013. Descrive la transizione rispetto al precedente Pontefice Papa Benedetto e spiega modi e forme di come ciò sia avvenuto. Un libro che quindi dal punto di vista del giurista offre moltissimi spunti perché rende viva e sostanziale quello che è spesso semplicemente un modello di struttura formale, tra l'altro molto peculiare perché appunto si tratta pur sempre dello Stato della Città del Vaticano, un unicum mondiale perchè è uno Stato che come noto è un ente servente della Santa Sede. Allora vorrei dare alcuni elementi utili nel nostro dibattito e segnalare alcune questioni.
La prima. Potremmo leggere nel libro del rapporto tra Santa Sede e Città del Vaticano e naturalmente in questo caso Stati Uniti - ma siamo chiari - lo stesso vale per il mondo intero, perchè quando si parla di Vaticano , Santa Sede e di Stati Uniti, si parla del mondo intero , non solo strettamente di quella realtà. Dicevo, dunque, potremmo leggere questo in maniera “micro” , cioè ai novant’anni o giù di lì dalla nascita di questo Stato e agli 8 Pontefici che lo hanno governato. Ma sarebbe una lettura fin troppo riduttiva perché come sappiamo bene, e come Calabrò scrive benissimo in questo libro che non è un libro scandalistico - ce lo dicevamo prima e a maggiore ragione mi piace dirlo adesso in piena chiarezza - ed emerge chiaramente in questo libro a partire dal titolo “Il Trono e l ‘Altare” . In realtà il testo è un libro sul potere e come il potere è cambiato negli ultimi venticinque anni all’ interno del Vaticano . Cioè descrive quella che è stata l'evoluzione istituzionale vaticana a partire dagli anni 2000. Sostanzialmente nel libro è descritta l'evoluzione del potere e di come i poteri tra di loro si sono interrellati. Da questo appunto il costituzionalista guarda dentro una dinamica che trova un terreno estremamente complesso e articolato esattamente lì dove la prima Chiesa monoteistica del mondo cioè la Chiesa cattolica e il Vaticano hanno vissuto questi 25 anni. In questi 25 anni troviamo alcuni elementi che questo libro chiaramente evidenzia in controtendenza - se posso dire così - e che Maria Antonietta Calabrò smentisce. Il primo elemento qual è? Che i due Papi abbiano vissuto in conflitto l'un con l'altro armati. Questo dalla documentazione che emerge viene smentito e si tratta di un libro molto documentato.
Dentro questo libro troviamo invece questo primo elemento di grande ,per certi aspetti, novità rispetto alla vulgata comune : ci sono più linee di continuità che di discontinuità tra i due pontefici Benedetto XVI e Francesco. Queste linee di continuità io non sarei in grado di darle in termini canonistici o a maggior ragione religiosi ma le rilevo dal punto di vista strutturale. E posso scoprire la stessa evoluzione delle strutture interne, alla luce del testo costituzionale dello Stato Vaticano, come esse siano cambiate. In questo il libro è chiarissimo, molto documentato ed estremamente abile se posso dire anche dal punto di vista della tecnica , a spiegare come si sposta l'assetto e la struttura del potere nella costruzione dei soggetti, degli organi, degli enti . Sto parlando ad un pubblico tendenzialmente , credo di intendere, di persone informate dell’esistenza della COSEA , del Consiglio dell’economia, e tutto quello che ruota attorno, dei processi, dei due casi Vatileaks e che dà innanzitutto la misura di un punto nodale che lega i due Pontefici . Qual’e’ ? Durante le Congregazioni generali che si svolsero prima del Conclave che ha eletto Papa Francesco il primo obiettivo della Chiesa in transizione era quello di riformare se stessa dal punto di vista dell'economia. Era un elemento imprescindibile, cui una grande mano ha dato - e qui è testimoniato - la Banca d’Italia . E quindi anche i rapporti con l'Italia che naturalmente emergono. Parlo della Banca d'Italia di Mario Draghi, di Ignazio Visco … e Draghi poi si trova a fare il Presidente del Consiglio ma è lo stesso Draghi che naturalmente svolge una funzione strategica nei rapporti nell'Unione Europea e nel mondo, immaginate Mario Draghi e gli Stati Uniti negli stessi anni…rapporti su cui non entro.
Terzo elemento. “IL TRONO E L’ALTARE “ è un libro che smentisce una prima vulgata, quindi , quella dei due Pontefici non sono in conflitto ma sono in dialogo e sono in dialogo esattamente alla luce di quello che il Conclave chiede o meglio che i cardinali, nella transizione, i cardinali cercano e chiedono a chi governerà la Chiesa di domani che poi sarà appunto Papa Francesco.
Il secondo elemento che voglio sottolineare è che questo è un libro che evidenzia come … Se posso citare una frase di un famosissimo giurista padre di tanti di noi , ma soprattutto padre delle libertà, che si chiamava Francesco Ruffini che insieme a suo figlio fu uno dei dodici che non giurò fedeltà al fascismo , che ho usato in premessa in un libretto che ho scritto per il Mulino sul Vaticano. Ebbene
Ruffini afferma che ,”ritenuto che lo Stato Città del Vaticano sia un vero Stato , bisogna concedere che esso come fu l’antico Stato della Chiesa è necessariamente e irriducibilmente, ineluttabilmente anormale e ciò è un unicum nella vita politica e giuridica dei popoli, allo stesso modo che un unicum fu nella storia nel mondo moderno e finché sia per durare nei secoli, la Santa Sede “. Cito Francesco Ruffini insigne storico del primo Novecento per una ragione: perché questo libro ( ed è il secondo elemento che voglio sottoporvi) “IL TRONO E L’ALTARE” , dimostra un secondo punto decisivo . Che quello che abbiamo di fronte è sì uno Stato servente , lo Stato Città del Vaticano servente della Santa Sede ,ma tuttora rimane comunque uno Stato e in quanto tale opera ed è l'elemento di continuità in questi venticinque anni nello spazio giuridico europeo in senso stretto perché negli stessi venticinque anni l'Unione Europea si trasforma, cambia e rafforza il modello dell'integrazione e un elemento chiave per esempio non può non essere considerata la richiesta al Vaticano di Moneyvall e del Consiglio europeo, di avere una maggiore trasparenza finanziaria. Questo elemento - si direbbe - che geopoliticamente non conta nulla, invece conta perché perché abbiamo di fronte uno Stato ed è uno Stato in una città, Roma, che ha due capitali. La città del Vaticano è a Roma, e l'Italia ha la capitale a Roma. Roma è in quanto tale è la capitale di due entità territoriali statualmente definite che a maggior ragione nel corso degli ultimi venticinque anni che hanno visto il rafforzamento di un processo di sovranità condivisa con l’ Unione Europea , e questo Stato servente la Santa Sede, cioè lo Stato della Città del Vaticano, non può ritenersi esente e nella transizione fra i due papi - che non è una transizione conflittuale torno a sottolineare ma è in continuità - questo è stato un punto non eludibile.
Questo il libro spiega benissimo perché.
Poi c’è il terzo elemento. Vado verso la conclusione, il terzo e ultimo elemento è il rapporto con gli Stati Uniti a maggior ragione tenendo conto dell’evoluzione delle presidenze statunitensi. Dal mio punto di vista segnalo tre punti. Primo punto : il rapporto del Vaticano e della Santa Sede con gli Stati Uniti va separato in due. E cioè con il rapporto con i fedeli negli Stati Uniti e con la struttura politico-istituzionale statunitense.
Questa separazione ci dice due cose, se accettate questo criterio : la prima è che l'evoluzione dei fedeli negli Stati Uniti è un evoluzione molto particolare che viene messa in evidenza nel libro - tanto che che il voto elettorale si è spostato (dal Trump 1 al Trump 2, ndr) dal vicepresidente evangelico, Mike Pence al vicepresidente JD Vance cattolico. Questo dà l idea che la trasformazione della pelle dei fedeli negli Stati Uniti è stata effettivamente molto rilevante negli ultimi 10- 15 anni. L’evoluzione dei fedeli negli Stati Uniti, naturalmente, non è esente dagli effetti delle scelte che i gli ultimi due pontefici , ma anche Giovanni Paolo II, (alla luce ad esempio di quanto accaduto con l’arcivescovo Marcinkus e lo IOR ), hanno effettuato quanto alle figure arcivescovili da nominare negli Stati Uniti. Si citava adesso giustamente il Cardinale Dolan e non solo ;se ne possono prendere molti altri. Il libro di Calabrò ne cita moltissimi, molte figure ma la dinamica delle scelte di chi farà l'Arcivesco nelle varie sedi anche quelle nuove ,tipo Newark , che cita giustamente l’Autrice , come alter ego di New York . Newark è una sede anche di rappresentanza politicamente molto interessante.
Quindi le nomine dei vescovi hanno avuto influenza sui fedeli eppure le nomine dei due Papi anche lì non sono in conflitto tra loro : non nominano persone estremamente diverse. Certo c'è il tema di monsignor Viganò , però l’ex nunzio Viganò è dentro un processo diverso.
Terzo e ultimo elemento sui fedeli :i fedeli naturalmente sono fedeli cattolici diversi ,gli statunitensi ,dai cattolici sudamericani.
Papa Francesco in questo mostra una grande differenza, con un atteggiamento che è inevitabilmente anti yankee . Lo dico in modo brutale, ma ho accanto persone molto più esperte di me degli Stati Uniti . Bergoglio è un argentino che nasce e che vive il secolo sudamericano dei tentativi di uscire e di entrare dentro dinamiche rivoluzionarie , che inevitabilmente porta con sè.
I due Papi hanno un rapporto e in particolare da ultimo Francesco, con la struttura istituzionale e il potere politico statunitensi , molto interessante. Meno Benedetto più Francesco affrontano il tema in realtà del rapporto con l'elite del potere statunitense, con consapevolezze diverse. Francesco tratta gli Stati Uniti alla luce di una lettura di un uomo che viene dal Sud America, mentre Benedetto è un uomo europeo che guarda gli Stati Uniti. Quindi per Benedetto il rapporto transatlantico , semplifico, viene prima di altre forme di lettura del rapporto politico, mentre per Francesco il rapporto transatlantico è un rapporto molto più fragile, inevitabilmente, pur vivendo a Roma, pur essendo il Vescovo di Roma e parlando italiano . Ma in questa lettura Francesco fa un salto di qualità : accetta fino in fondo l'esito elettorale del potere statunitense , nonostante invece il modello in realtà europeo abbia molto insistito soprattutto per esempio nel dialogo con Joe Biden, cioè il secondo cattolico Presidente degli Stati Uniti .
La sponda di un rapporto interistituzionale è stata più debole di quanto ci si sarebbe potuti aspettare . E’ interessante. Faccio riferimento al tentativo dell prima amministrazione Trump nel trovare in realtà nella sponda vaticana , una sponda utile (“io vi lancio una mano comportatevi così” ). Faccio riferimento a quanto , è citato a pagina 343 de “IL TRONO E L’ALTARE” , quando viene citato che il segretario di Stato americano Mike Pompeo aveva chiesto al Vaticano di avere coraggio con la Cina come Giovanni Paolo II lo ebbe nei confronti dell'URSS e quindi diciamo avere il coraggio di utilizzare “la leva polacca” in Cina. Un specie di Solidarnosc alla cinese.
Però ecco la grande sfida di oggi è che la Chiesa, secondo me , cerca al tempo stesso una doppia identità : la propria identità di essere Chiesa monoteista dentro monoteismi in crisi e in un sistema dove in realtà la religione è ancora, e sempre più progressivamente, “una religione dei singoli” e non a “religione collettiva “.
Il secondo : è possibile riaffermare la propria identità in rapporto tra soggetti istituzionali così importanti come gli Stati Uniti, la Cina, la Russia e naturalmente l'Europa . Ecco qui la difficoltà dei due papi è stata diversa: mentre per Francesco il concetto di globale è un concetto più personale, che aveva dentro di sé , e che lo porta infatti ad avere una lettura talmente globale che per certi aspetti molto spesso i cardinali italiani si sono lamentati di non avere un Papa “italiano”.
Per Benedetto questa lettura è una lettura in realtà che vive sempre dentro una lettura europea e quindi c'è anche una dimensione molto più attenta a una funzione geopolitica in cui l'Europa deve essere innanzitutto il faro del mondo nel dialogo con gli Stati Uniti.
Di questa mancanza noi dovremmo vedere il futuro a partire dalla elezione di Trump nel novembre 2024.
Testo non rivisto dal relatore
rivedi qui la registrazione audiovideo completa dell’evento presso il Centro Studi americani https://www.radioradicale.it/scheda/748496/presentazione-del-libro-di-maria-antonietta-calabro-il-trono-e-laltare-guerra-in
Comments